29/04/2013
Droites parete N - via Ginat
Monte Bianco - Argentiere

Ancora una volta mi ritrovo alle prime luci del mattino ad attaccare la caratteristica goulotte che taglia la parte alta della parete N delle Droites! Questa volta sono con Andrea. Abbiamo atteso pazientemente che le condizioni della montagna si mettessero al meglio per poi colpire e fare centro… anche se, non nascondo che spesso è stata un’attesa frustrante! Siamo arrivati al rifugio dell’Argentiere nel primo pomeriggio e abbiamo passato il resto della giornata incollati alla finestra armati di binocolo per scrutare ogni singolo metro della via Ginat. La presenza di ancora 5 cordate sul tratto finale della parete, alle sei del pomeriggio, ci fa riflettere sulle condizioni degli ultimi due tiri ripidi, che danno accesso al nevaio finale. Da lontano possiamo solo intuire del ghiaccio sottile, ma tutte le cordate passavano interamente sulla roccia a lato!?!?!?! Dopo aver studiato un eventuale piano B per evitare gli eventuali ostacoli, ci rintaniamo in camera per riposare le ossa ancora qualche ora: la sveglia è fissata per l’una! Durante l’avvicinamento con le racchette, vediamo numerose luci muovere velocemente sotto l’Aiguille Verte e scendere sul ghiacciaio d’Argentiere proprio in direzione delle Droites. Tra le cordate partite dal rifugio e quelle in arrivo dalla stazione dei Grands Montets, tutti con gli sci ai piedi, ci ritroviamo a partire per ultimi con ben 7 cordate davanti: autch!!! Si prospetta una giornata combattuta e lunga. Dobbiamo assolutamente sorpassare qualcuno. Ero abbastanza certo che ce l’avremmo fatta, in quanto il nostro carico, si limitava appunto alle racchette da neve… mentre il loro sacco con gli sci li avrebbe certamente rallentati. E cosi è stato. Sulla “banana” o “variante Messner” sorpassiamo subito 3 cordate; altre tre le raggiungiamo alla base della goulotte superiore. Alcuni si sposteranno poi a sinistra sul proseguimento della via Messner, e solo una cordata ci rimane davanti sulla Ginat. Con grande sorpresa, il Sole illumina tutti i tiri superiori, e ce lo godiamo pienamente. I due tiri dalle condizioni incognite passano benissimo senza problemi. Alle 12:30 arriviamo in vetta e dopo una rapida bevuta ci lanciamo giù dalle doppie della breche prima che sia troppo caldo e pericoloso. La neve è ancora discretamente compatta. Sul ghiacciaio sottostante riusciamo a scendere scivolando sul sedere per gran parte del percoso, accelerando cosi la discesa. Arrivati sul pianoro sotto il rifugio del Couvercle decidiamo che è troppo presto per fare tappa e aspettare il giorno seguente per scendere, e proseguiamo quindi verso valle ben consci che non avremmo mai preso il trenino… e che sarebbe stata una lunghissima camminata tra ghiacciaio e rotaie sassose. Ancora una volta su questa parete mi sono sentito come a casa, e Andrea è stato un valido compagno di corda. Alle 19:30 eravamo seduti davanti ad una pizza a ripercorrere questa giornata perfetta!

Video: http://www.youtube.com/watch?v=AtVg3hkTreg

Si ringraziano Scarpa, Patagonia e Baroli Sport per il  materiale fornito!



Bellezza
     


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